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FURBETTO
Cari lettori,
ritenevo, che con il mio ultimo articolo “ Il solito disastro “, di aver ultimato l'analisi della nostra triste spedizione a Doha per i campionati mondiali indoor, ma devo riprendere l' argomento per commentare l'articolo “ Italia anno zero “ pubblicato sulla Gazzetta dello Sport del 16.03.2010, con l' intervista, molto poco edificante, del solito Arese. Con tutta la mia buona volontà non posso esimermi dall'illustrare certi passaggi che rivelano, in modo sempre più chiaro, il pensiero di questo molto piccolo personaggio il cui motto è “ Me ne frego “.
Esordisce chiarendo subito “Lasciamo da parte i discorsi riguardanti questi mondiali, parliamo del futuro “.
Come al solito il nostro eroe vuole minimizzare i disastri come non fossero avvenuti. Nelle ultime manifestazioni mondiali dobbiamo fare finta che la nostra squadra non abbia partecipato. Non pensa di fare troppo il furbetto ?
Non si rende conto che cerca di nascondere tutto e di prendere, tutta la parte sana della FIDAL , per i fondelli. Ho detto nostro eroe poiché rimarrà, per sempre, come colui che ha completamente distrutto l'atletica italiana e le sue basi, impresa non da poco, però contemporaneamente si è dedicato anima e corpo ai suoi interessi e a creare, intorno a sé, una folta armata brancaleone disposta a tutto pur di mantenere i propri innumerevoli orticelli, dove per far crescere insalata, pomodori, verze, ecc… i fertilizzanti sono gli euro della FIDAL, ovviamente tramite il CONI prelevati dalle tasche dei cittadini. Sono ormai sei anni che vuole parlare del futuro, in pratica per non fare niente, per passare da un disastro all'altro, e sempre in peggio. È proprio un furbetto, vuole distrarre l'attenzione di quello che sta avvenendo.
La colpa è anche di coloro che, pur potendolo fare, accettano supinamente questa situazione e non intervengono, anzi dichiarano, parlando di Arese, “Ha compreso i lati deboli e sta lavorando bene” è proprio il colmo.
Non so se questa ultima affermazione è stata detta per carità cristiana o perché si pensa veramente così. Il futuro ci scioglierà il dubbio. A proposito di futuro, nell'intervista il nostro eroe continua così:
“ Da qualche mese, e non da ieri, sto studiando il lancio di un programma di mini impianti dei centri medio piccoli dove esiste una buona attività sociale “.
E non da ieri , cari lettori forse ricordate da quanti anni si parla di mini impianti coperti da costruire, naturalmente: solo chiacchiere per confondere l'opinione pubblica ben sapendo che i fondi necessari erano stati distrutti in altri modi. Ovviamente come fertilizzanti per i vari orticelli, uno dei quali è situata nella nostra cara Bergamo. Quante volte su quel foglio di carta sporco d'inchiostro che vuol farsi chiamare pomposamente “L'Eco di Bergamo” sono comparse foto del titolare di Atletica Bergamo 59, che da urlatore e telefonista ora si diletta a fare anche lo “spione per conto della Fidal”, che inneggiava alla partenza della costruzione di un tunnel coperto, evento mai avvenuto, ma solo slogan per gli ingenui e i gonzi.
L'intervista continua
“Dobbiamo necessariamente avere una pista regolare a Milano e una a Roma senza di queste non si va molto avanti. È l'obiettivo prioritario, l'inverno non può diventare una stagione morta ma deve essere vivace per preparare bene l'estate”.
Sicuramente siamo carenti di strutture piccole, basta chiacchiere e più fatti e una sola struttura grande , sicuramente a Roma perché geograficamente al centro dell'Italia.
Cari lettori vi ricordate il famoso palasport di Milano (anche per l' atletica) che alla prima grossa nevicata crollò. Dovevano ricostruirlo subito, è passato qualche decennio e siamo ancora così. Naturalmente si parla di strutture molto ubicate nel triangolo della vergogna ( Bergamo – Milano – Saronno ). Questo è il vero motivo di questi proclami, è la merce di scambio per i voti ottenuti. Non pensi, l' eroe e tutta la sua gente del triangolo della vergogna, che siamo tutti scemi. Speriamo che i contabili del CONI stiano molto attenti per evitare che si verifichino certe situazioni.
Non è vero che l' inverno deve essere vivace per preparare bene l'estate. Questa volta non sono d'accordo con il commento fatto dall'articolista Gianni Merlo, i cui articoli leggo sempre con attenzione. I nostri atleti ottengono bruttissimi risultati sia al coperto che all'aperto poiché l'atletica italiana non è in grado di offrire qualcosa di meglio di quanto ha fatto vedere a Doha. È molto triste ma è la verità. Analizzi quanti veri campioni stranieri partecipano ai mondiali ed europei indoor, molto pochi. E perché?
Anche per questo aspetto bisogna imparare da quanto avviene all'estero dove ci sono anche strutture al coperto. Molti atleti non amano correre su altri fondi a cui non sono abituati, ma soprattutto non vogliono interrompere i loro allenamenti invernali fatti in centri specializzati e sono già alcuni mesi che sono in ritiro con programmi che non possono essere modificati, un essere umano non è una macchina! Cari lettori la vera verità è questa, Arese ( non dimenticate mai che è anche presidente di Asics Italia ) che non avrebbe mai dovuto essere eletto per l'evidentissimo motivo di conflitto d'interessi, se ne frega . Ha distribuito incarichi (vera applicazione del manuale Cencelli) solo per scambi di voti circondandosi di gente incapace di preparare strategie a lungo tempo, per quanto riguarda allenamenti, ritiri e in modo particolare nuovi ricambi generazionali con specifiche specializzazioni. Queste persone, veramente inadatte a svolgere certi incarichi, hanno creato anche malumori, discussioni fra gli atleti e quindi mancanza di obiettivi mirati e precisi. Sono sempre quei quattro nomi che girano, anche se fisicamente non sono a posto. Rincalzi non ci sono, o non si selezionano, o non si allenano poiché non serve, ma il nostro eroe vuole vincere subito. Affermazioni veramente farneticanti.
Se avesse un pò di dignità il nostro eroe si dimetterebbe, lasciando scoperta senza la sua protezione, tutta la sua armata brancaleone, ma …questo non avverrà. Dobbiamo aspettare la fine del mandato, passando da disastro a disastro con il bene placido di chi è responsabile di tutto lo sport italiano.
Speriamo almeno che vengano ulteriormente e pesantemente ridotti i finanziamenti in modo che sempre meno fertilizzante arrivi nei vari orticelli, sparsi in modo particolare nel triangolo della vergogna.
Cari lettori vi porgo i miei più cordiali saluti
Dott. Ing. Lorenzo Zippel