16 marzo 2010

 

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IL SOLITO DISATRO

Cari lettori,

stiamo parlando dell'ultima (solo in ordine di tempo) disgraziata spedizione della nostra, chiamiamola squadra, ai mondiali indoor a Doha ( Quatar ). È stata selezionata quella che avrebbe dovuto essere l' élite della nostra atletica, cinque maschi e tre femmine. La Cusma ha dato subito forfait, evidenziando subito la mancanza di comunicazione fra gli atleti e il selezionatore (è un aspetto che merita di essere approfondito).

L'articolo della Gazzetta del 13.03.2010, scritto da Gianni Merlo, come commento alla prima giornata, recita:

L' Italia fa flop , non ci resta che Donato”

Il giornalista è stato troppo buono. È stato il solito continuativo disastro. Nulla cambia, anche i nostri migliori sono usciti tutti dalle qualifiche con le ossa rotte, escluso Donato che è andato in finale. Sto scrivendo questo articolo oggi 13.03.2010 nel pomeriggio e quindi non so che cosa farà domani Donato, in tutti i modi, anche se vincesse, il risultato non cambierebbe. Donato è un atleta di 34 anni che ha sempre dato il massimo di se stesso, meriterebbe di vincere, ma, purtroppo, non rappresenta tutta l'atletica leggera italiana.

Cari lettori, stiamo parlando di campionati mondiali indoor dove la partecipazione di grandi campioni è molto limitata e quindi, se non fossimo completamente allo sbando, avremmo avuto qualche possibilità in più di emergere. La situazione peggiora di giorno in giorno, sta diventando sempre più tragica per questo sport e per chi lo ama. Finchè Arese e la sua armata brancaleone continueranno indisturbati al loro posto e a fare unicamente i loro interessi, fregandosene, anche per l' incapacità di tanti personaggi dello sport praticato in passato, in FIDAL non ci saranno più limiti ai disastri. Ci possiamo porre tante domande:

Dove sono e chi sistematicamente controlla le nuove strategie di ricostruzione?

Dove sono le scuole di specialità per i giovani, velocità, fondo, salti, lanci?

Chi seleziona atleti giovani, girando e parlando con i responsabili di varie società?

Certe volte non bastano i tempi, ma avere la volontà, la capacità di soffrire e la serietà di allenarsi, ecc…

Quante volte si fanno esami e valutazioni clinici complete presso centri specializzati per sostenere meglio gli atleti, prevenire e meglio di curare!

Quanti ritiri sono programmati e dove per giovani e senior, non certo di qualche giorno (queste sono barzellette ), ma di qualche mese?

Come è possibile non preoccuparsi di non avere serbatoi di giovani pronti e vogliosi di fare il salto di qualità sia fisico, mentale e di risultati?

Come è possibile non capire che i progetti talenti, per come sono realizzati, non sono altro che soldi buttati al vento?

Come è possibile accettare supinamente le affermazioni del sig. Arese che l'unico modo per vincere subito è dare il passaporto italiano a un certo numero di stelline?

Queste sono farneticazioni.

Come è possibile non capire che i veri progetti devono essere sviluppati in un certo numero di anni?

Come è possibile non capire che sono le fondamenta che reggono le strutture?

A queste e a tante altre domande che possono venirci in mente, cari lettori, non c' è nessun solone della FIDAL che è in grado o sa rispondervi. Mancano le persone capaci di costruire, molti si cullano nel nome acquisito in tanti anni di militanza agonistica, hanno il loro orticello e da quello non si schiodano. Le tecniche cambiano a ritmi vorticosi, ora sono vincenti solo le specializzazioni estremamente mirate. Bisogna essere umili, non considerarsi degli dei per aver vinto in passato, bisogna imparare dalle nazioni più evolute in questo sport. I Giamaicani fanno ritiri di duri allenamenti quasi tutto l'anno. Gli Americani hanno preparato il “ Progetto trenta “ ossia trenta medaglie in atletica alle olimpiadi di Londra e sono già in ritiro. I Tedeschi hanno stabilito che morfologicamente sono più adatti a fare lanci e salti, hanno creato un centro di salti con quaranta pedane e sono già in ritiro.

Ci sono altri esempi in altre nazioni, ma non desidero dilungarmi troppo. Il discorso è uno solo. In queste nazioni i responsabili di queste federazioni sono preparatissimi, responsabili delle loro azioni, ed eventualmente, in caso di insuccesso, rapidamente sostituibili. Noi abbiamo solo il dio Arese e quindi potete capire e rendervi conto perché siamo ridotti così.

La colpa è anche di coloro che accettano supinamente questa situazione e non intervengono.

Cari lettori, sperando che domani Donato possa far brillare la sua lunga e onesta carriera agonistica con una medaglia, vi porgo i miei più cordiali saluti

Dott. Ing. Lorenzo Zippel

P.S.

Ho aspettato domenica sera per inviare queste righe, sperando in buone notizie da Doha per Donato. Purtroppo è arrivato solo 5°, e l' Italia si è classificata quarantesima . Sì, avete letto bene, non c'è che complimentarsi ancora una volta con Arese, con l'armata brancaleone di trafficanti, capaci solo di scaldare quelle poltrone dorate messe a loro disposizione da questa FIDAL.