09 giugno 2010

 

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FORMIA

Cari lettori,

ho letto attentamente il botta e risposta fra il Sig. Luciano Barra e Alberto Morini riguardante i pro e i contro per i ritiri degli atleti al CPO di Formia.

Domanda: avete mai diatribe sui ritiri nel calcio-basket-ciclismo? Se un'atleta delle sopra-citate federazioni non si presenta ad un ritiro, in che cosa incorre?

Anzitutto devo complimentarmi con il Sig. Barra per la solita chiarezza (non è la prima volta che mi diletto a leggere i suoi scritti), precisione e concretezza. Premetto che non sono moltissimi anni che sono entrato nel mondo dell'atletica, ma per mia fortuna ho potuto parlare e imparare tanto dal Prof. Vittori, consulente della nostra società EasySpeed2000 alla quale dedico molto tempo con mia grande soddisfazione. Pur non essendo stato in questo mondo dell'atletica nei gloriosi anni ‘80 mi sono documentato molto. Grazie, Prof. Vittori, per tutto quanto mi ha fatto rivivere e paragonando i carichi di lavoro che si facevano in quegli anni e il quasi nulla (o il tanto in luoghi non idonei per gli atleti) di adesso, non certo per noi. Balza evidentemente all'occhio il motivo del baratro in cui è precipitata l'atletica leggera italiana.

Cari lettori, è evidente che la responsabilità è di chi dirige. Si può costruire bene se si è ben preparati, e ottenere ottimi risultati o distruggere tutto se della materia non si sa nulla, o ancora peggio non gli interessa, pensa solo ai propri interessi, vedi Arese, e si circonda di personaggi che operano come lui.

Analizziamo con attenzione questo bellissimo e istruttivo specchietto preparato dal Sig. Barra ( consideriamo somma olimpiadi, mondiali ed europei)

 

Quinquennio Medaglie Finalisti
1995 / 1999 17 60
     
2000 / 2004 12 32
     
2005 / 2009 6 25
     

1° Gestione Arese

Le prime due gestioni di Gola hanno dato ottimi risultati poi purtroppo è incominciata la gestione, solo chiacchiere e false promesse, interviste, televisioni, giornali e basta, di Arese (eletto e rieletto in contrasto a un articolo dello statuto riguardante il conflitto di interesse, vedi Asics ) che con la sua armata brancaleone ci sta portando verso il ridicolo per non dire di peggio.

Passiamo a giustificare perché ho intitolato questo “Formia”.

Circa tre anni fa, grazie al Prof. Vittori, ho potuto conoscere il CPO di Formia e nei miei articoli di allora sono descritte le sensazioni che ho provato. È un luogo organizzato e diretto in modo veramente esemplare, per questo mi complimento con il direttore Sig. Nicola Perrone e con tutti i collaboratori di cui si è circondato. Appena si varca il cancello si respira un'aria meravigliosa che dà serenità e voglia di lavorare. Era frequentato quasi tutto da atleti stranieri, molti campioni mondiali e olimpionici che si allenavano in modo duro due volte al giorno, Ma sempre con il sorriso, con estrema educazione e gioia ( quanto purtroppo abbiamo da imparare noi italiani !!! )

Negli anni ‘80 (come descrive molto bene il Sig. Barra), gli atleti si allenavano due o tre settimane al mese nel centro di Formia, e i risultati arrivavano, in modo particolare per gli staffettisti, perché il tempo dedicato era maggiore. I due tempi realizzati 27 e 20 anni fa sono il primo e secondo nella storia dell'atletica italiana ancora adesso.

Con Arese è subentrato il totale lassismo, la voglia di non fare nulla, la mancanza di strategie e regole e la totale incapacità di far rispettare quelle poche regole che (teoricamente) ci sono ancora.

I presunti atleti vanno in giro per il mondo (dicono di allenarsi) a fare quello che vogliono e a spendere cifre non controllabili.

I non risultati purtroppo confermano le mie affermazioni. Un piccolo e chiaro esempio. La Di Martino nel 2007 è stata due settimane solo a Formia , si vedono i negativi risultati. Nel 2009 sempre la Di Martino è stata 84 giorni a Formia ed è arrivata quarta a Berlino !!!

Cari lettori datemi voi una spiegazione.

Nel 2009 i nostri velocisti (si fa per dire) hanno sommato l'esorbitante somma di giorni di ritiro – 9 (diconsi nove!) e non tutti poiché molti, autorizzati dai dirigenti federali, non si sono nemmeno presentati alle convocazioni collegiali.

Così dove si pensa di andare ??!!!

Non è nemmeno colpa degli allenatori, ma evidentemente del selezionatore (figura di cui non ne ho ancora capito la necessità) e naturalmente del capo assoluto che guida l'armata brancaleone.

Attenzione questi atleti (la maggior parte) sono tesserati per i corpi militari, quindi stipendiati (con i soldi dei cittadini italiani) e veri professionisti, devono, secondo logica, ubbidire a determinati ordini e come minimo non rifiutare di partecipare ai ritiri collegiali della nazionale. In caso contrario, in una nazione che voglia farsi rispettare, dovrebbero essere espulsi sia dalla nazionale che dai corpi militari. Purtroppo, per colpa di pochissime persone la nostra è una repubblica delle banane e certe logiche non esistono. Questi abusi comportamentali negli anni ‘80 non solo non c'erano ma non erano nemmeno immaginabili. Al Sig. Morini, vice presidente Vicario e anche responsabile tecnico, che alle documentazioni ( diconsi documentazioni ) risponde affermando “di parole si possono riempire le bocche, le pagine, e oggi anche le e-mail, i blog o siti internet” dico che teoricamente ha ragione, ma in questo caso purtroppo stiamo analizzando solo fatti e non parole. Chiedo ( anch' io) al Sig. Morini quante volte si è recato a Formia a vedere la struttura e i campioni del mondo allenarsi ??

Quante volte è andato a controllare le nostre assenze??

Ha controllato le statistiche dei giorni di presenza degli atleti italiani presenti a Formia ??

Ha paragonato risultati annuali e relativi periodi di allenamento??

Ha accettato supinamente che il nebuloso Arese un anno dica: “Basta raduni”, l' altro “ Tutti in raduno”, un anno “ Assistiamo 70 top”, un altro “Assistiamo solo 15 big”, dimostrando una lampante chiarezza di idee e di programmazione???

Ci può spiegare quali sono i compiti di un “ vice presidente Vicario” “ e di un “Responsabile tecnico” ?

Sempre il Sig. Barra ( grazie, per me è una grande fonte di notizie) ci regala, nel suo scritto, questi dati che si commentano da soli.

Nel 2006 la presenza di atleti italiani, nella sua globalità, a Formia è stata di 6000 giorni .

Nel 2009 le presenze sono scese a 3500 giorni .

Determinante l'effetto Arese.

Cari lettori penso vi rendiate conto dei motivi del nostro pessimismo riguardo ai risultati raggiungibili da una FIDAL guidata da una simile armata brancaleone .

Egr. Dott. Petrucci mi rivolgo a Lei per lanciarle una proposta.

Penso che anche lei e i suoi collaboratori vi rendiate conto che Arese e i suoi amici stanno operando veramente male e che, come avviene in tante altre federazioni, un certo tipo di sport sta scendendo nel ridicolo e non è più degno di rappresentare una nazione civile come l' Italia, che oltretutto, tramite il CONI, usa un'enorme massa di denaro (pubblico) per finanziarlo.

Proposta

Il CONI dovrebbe avere dalla FIDAL entro la fine di ottobre il monte giorni necessari di presenze a Formia – atleti – specialità – allenatori – tecnici - per preparare gli impegni della nazionale per l' anno agonistico 2011 che (come tutti sanno) incomincia con il mese di novembre. Ovviamente, dato che il CPO di Formia è gestito dal CONI può conoscere subito il costo globale dell'operazione, lo detrae dai finanziamenti previsti per FIDAL e provvede con questi soldi a saldare Formia. I giorni non usufruiti saranno perduti lo stesso finanziariamente dalla FIDAL.

Vantaggi del progetto

Volenti o no, Arese e la sua armata brancaleone, saranno costretti, nei tempi giusti, a preparare strategie operative e applicarle (non più chiacchiere).

FIDAL non potrà più dire che i risultati non si raggiungono perché non ci sono finanziamenti. I finanziamenti per gli allenamenti sono così già accantonati dal CONI e non più in mano della FIDAL che sicuramente gli avrebbe sperperati in mille altri rivoli.

Gli atleti saranno costretti ad allenarsi in Italia sotto gli occhi di tutti, controllati da funzionari CONI e non potranno rifiutarsi.

Saranno funzionari CONI (basta una persona del centro) a controllare gli stati di avanzamento del progetto.

Si toglierà finalmente la gestione degli atleti dai personaggi di questa FIDAL che, per presunzione, non sono nemmeno capaci di leggere i programmi di Vittori, ancora attualissimi, e usarli.

Questa operazione non può essere certo valutata al termine del primo anno, ma si dovrebbero poter valutare gli effetti dopo il primo triennio e decidere il suo prolungamento in funzione dell'eventuale nuova classe dirigente FIDAL.

Cari lettori, mi auguro di ricevere qualche vostro suggerimento per quanto riguarda l'ultima parte di questo scritto.

Tanti cari saluti a tutti

Dott. Ing. Lorenzo Zippel