13 gennaio 2010

 

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BRAVI

Cari lettori,

ho letto sulla Gazzetta dello Sport del 08.01.2010 un interessantissimo articolo che annuncia la nascita, per la prima volta in Italia, di una scuola di alta formazione per manager sportivi. Finalmente , è tanto tempo, forse i miei lettori si ricordano che lamento la quasi totale mancanza, nello sport italiano, di veri dirigenti provenienti dall' industria, con preparazione nello sport. I dirigenti sportivi del futuro usciranno dalla nuova struttura “ Sport Businnes Accademy “, la prima in Italia frutto dell'accordo tra la RCS Sport e la SDA Bocconi School of Management .

Finalmente si comincia a capire che è vitale avere nell'ambito sportivo, a livello dirigenziale, personaggi con la stessa bravura dei manager delle grosse multinazionali. L'accademia formerà ad altissimo livello dirigenti d'ambito sportivo, naturalmente alle dipendenze di una federazione piuttosto che delle aziende, che di una pubblica amministrazione. In Italia è più che mai necessario creare una nuova ( per noi italiani ) figura di manager che affronti le grandi sfide dello sport.

Programma .

Sono previsti due corsi di formazione. Uno su sport marketing e sponsorship, al via in estate, e uno sullo sviluppo delle competenze manageriali a partire dall' autunno. In un' intervista il Dott. Giacomo De Laurentis, direttore dell' Executive Education Open Division del SDA Bocconi giustamente dichiara

“con questo progetto metteremo a disposizione la nostra esperienza nel management, in quello sportivo in particolare, per fornire programmi di formazione su temi centrali nella gestione professionale dello sport”.

Desidero fare alcune mie personali riflessioni sulle mutazioni strategiche dello sport italiano in generale e sull' impatto nelle singole federazioni. È chiaro e lampante a tutte le persone, intellettualmente oneste e prive di secondi fini, che se si vuole rifondare lo sport in Italia bisogna anzitutto preparare in modo adeguato e moderno le persone che dovranno gestire la nuova realtà. È un compito specifico del CONI, secondo il mio parere, impedire alle singole federazioni di fare contratti con altre associazioni, caso tipico ed eclatante, quello sconcio contratto fatto da FIDAL con ASSITAL. È un pozzo senza fondo con risultati pressoché nulli. Anzitutto dobbiamo renderci conto che gli sviluppi delle ricerche, sviluppi tecnici di qualsiasi natura, hanno un ritmo talmente accelerato che chi rimane fermo, o per interessi strettamente personali o per incapacità o mancanza di umiltà nel non voler imparare, è sconfitto in partenza.

L' iniziativa privata è fondamentale in questa rincorsa allo sviluppo, sia per capacità reattiva e decisionale, e molti minor sperperi finanziari che quando i soldi sono pubblici non si sa mai che fine fanno. In pochissimo tempo abbiamo assistito a due nuovi progetti.

Il primo l' accordo fra l' Onorevole Gelmini e il Dott. Petrucci per l' introduzione di due ore di ginnastica settimanali nelle scuole elementari.

Il secondo è quello sopra descritto, preparazione manager sportivi.

Forse stiamo costruendo le nuove fondazioni per far crescere l' edificio sport vero . Speriamo sia così!!!

Forse si comincia a capire che come è ora, per lo sport italiano non c' è più futuro. Bisogna intervenire radicalmente impedendo a quelle migliaia di persone che vivono nelle federazioni facciano solo i propri interessi e non quelli dello sport.

Nelle fondazioni devono anche esserci la preparazione di super tecnici (coach) che conoscono perfettamente gli ultimi macchinari per test, come si analizzano i risultati, come si preparano i protocolli validi nelle varie discipline, per poi consegnare agli allenatori (non cadiamo nell' errore di confondere coach e allenatore ). È vitale che il CONI decida dove, come e quando iniziare questa scuola. EasySpeed 2000 nel suo piccolo ha già un centro di ricerca e sviluppo ben seguito e sviluppato che assorbe una parte dei suoi finanziamenti.

Un altro problema da affrontare contestualmente è la creazione di una vera scuola allenatori tipo Coverciano, con esami e rilascio di vere patenti, non burlette tipo convegni o altro (tipo quelle Assital). Si dovranno modificare rapidamente le materie di insegnamento nei corsi ISEF per travasare il tutto nell'insegnamento dell'educazione fisica che deve essere al passo con i tempi e deve essere considerata come una vera e propria materia di insegnamento come tutte le altre. È un lavoro veramente impegnativo anche perché sono tantissimi anni che per lo sport non si fa nulla. Solo dilapidare fondi in tutti i modi immaginabili e possibili. Chiaramente più tempo passa e peggio è. La maggioranza della gioventù italiana non fa sport attivo ma solo leggendo giornali o vedendolo in televisione con il grossissimo rischio, e costi per lo Stato, di aumentare ogni anno il numero dei ragazzi già con principi di obesità. Dopo queste digressioni ritorniamo all'inizio dell'articolo, i manager sportivi.

Quando usciranno dai corsi di preparazione cosa faranno, come verranno utilizzate le loro capacità?

Qui inizia il compito vero e proprio del CONI.

Come voi sapete il CONI gestisce 45 federazioni di sport diversi, che, chi più chi meno, devono essere ristrutturate. Circa un anno fa il Dott. Petrucci propose di assumere e stipendiare i singoli presidenti, ovviamente responsabilizzandoli del loro operato. Fu ovviamente sobissato di critiche e l' idea venne subito accantonata.

Personalmente ritengo che questa scuola abbia proprio questa finalità. Lasciamo stare il compito dei presidenti, che in linea di massima, è di rappresentanza, e non deve essere operativo.

Ogni federazione deve avere un proprio direttore generale (un ottimo manager) con pieni poteri e responsabilità sia dal punto di vista operativo che finanziario. Sarà affiancato da altri tre dirigenti responsabili. Uno al nord Italia, centro, sud e isole.

Questa è la struttura di base che verrà sviluppata secondo le necessità dello sport di competenza di ogni singola federazione.

Per quanto riguarda quella sconquassata federazione a cui apparteniamo (FIDAL), l' eventuale direttore generale e i suoi tre assistenti avranno un compito immane di pulizia, tipo una delle fatiche d' Ercole (pulizia delle stalle), per l'intreccio di interessi e intrallazzi esistenti. Se riusciranno ad eliminare tutti i comitati provinciali, gli strani contratti in essere con associazioni, demolire il “ triangolo della vergogna”, rimettere in carreggiata la regione Lombardia, avranno poi tutto il percorso in discesa.

Sicuramente bloccati gli sperperi avranno anche i mezzi per sistemare impianti che sono una vera vergogna. Strutture queste che non attirano certo ragazze e ragazzi a praticare questo bellissimo sport che è l' atletica leggera.

Cari lettori mi auguro che il mio non sia solo un sogno, ma diventi anche una realtà. Quelle iniziative descritte forse sono un primo punto di partenza, sta anche a chi ama lo sport (quello vero e sano) insistere su questi argomenti. Noi sistematicamente lo faremo.

Tanti cari saluti a tutti

Dott. Ing. Lorenzo Zippel