13 gennaio 2010

 

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ANNO NUOVO VITA NUOVA

DA URLATORE A TELEFONISTA

 

Cari lettori,

come voi ben sapete, grazie alle sue continue imprese vocali, il Sig. Acerbis viene chiamato, nel nostro ambiente, l' urlatore.

Ora, pur amando sempre urlare, ha iniziato in modo convulso una nuova attività, il telefonista. Convinto evidentemente che nella sua carica, Presidente del Comitato bergamasco, (eletto in quello sconcio modo che voi tutti sapete) sia tutto lecito, sta telefonando ai titolari di società, che allenano giovani atleti, avvertendoli di non fidarsi della nostra associazione, con il palese tentativo non così nascosto di indurre, vista la sua carica, che questi giovani entrino nella sua società e non nella nostra famiglia. Usa anche frasi e termini a dir poco sconvolgenti e degni di essere analizzati in altra sede. Naturalmente potete immaginare i risultati di questi tentativi, la figuraccia a cui si espone e i commenti, non trascrivibili, che generano nell' ambiente.

Cari lettori ho voluto raccontarvi questo ultimo (cronologicamente parlando) episodio per farvi comprendere l'ambiente e l'aria appestata che si respira nel triangolo della vergogna – Bergamo – Milano – Saronno.

Lo scopo è di catturare tanti giovani, usarli come carne da macello, per raccogliere più punti possibili ai campionati italiani societari. Punti – di conseguenza voti , quindi possibilità di eleggere (naturalmente elezioni bulgare) chi a loro interessa e così via. Il sopruso è continuo e alla luce del sole, finchè arriveranno dalla FIDAL finanziamenti alla Lombardia questa situazione non potrà mai cambiare. Non dimentichiamo, in questo scenario, l'ASSITAL con tutto quello che riceve e che non fa. Se in tante altre regioni arrivano veramente pochi finanziamenti, tenete presente che grosse cifre sono bruciate in Lombardia dove gli Acerbis della situazione non sono pochi e che, ritengo per il bene di tutta la parte buona della FIDAL, vadano fermati. Non si può accettare che pochi possano fare e disfare come vogliono, con soprusi, imposizioni e quant'altro, cercando di danneggiare tutti gli altri.

Di questa situazione il maggior colpevole è Arese che non ha mai voluto controllare quello che avveniva in Lombardia, facendo crescere questo enorme tumore, che è diventato il male mortale dell'atletica leggera italiana.

Solo il CONI sa, forse, quanti fondi sono stati bruciati in questa regione e quanti sono i risultati ottenuti, sia in termini di risultati che in termini di impianti la cui quasi totalità sono a dir poco fatiscenti. È inutile fare convegni, studi, ricerche e quanto altro, bisogna, come prima decisione, allontanare tutti coloro, capi, capettini, portaborse, che considerano l'atletica solo come un mezzo per vivere e per questo scopo tutto è lecito.

Colgo l' occasione per porgere a tutti i miei lettori i miei più cari saluti

Dott. Ing. Lorenzo Zippel