22 marzo 2010

 

Home page
marzo
News marzo 2010

 

 

Sbagliando "SI INNOVA"

 

Citando un celebre frase del drammaturgo Bertold Brecht… sto lavorando duro per preparare il prossimo errore …già allora si sapeva bene che lo sbaglio era la premessa necessaria per aprire la strada ad un successo.

Il cosiddetto “Sistema antico” si basava sul convincimento che senza insuccessi non c'era apprendimento. L'analisi dell'errore stimolava l'organizzazione a migliorare e a modificare le condizioni in cui lo sbaglio era avvenuto, formulando nuove soluzioni!

Oggi, nel bel mezzo dell'innovazione…dove tutti si agitano tra le più sofisticate tecnologie…esiste solo la caccia al colpevole, in modo da poter demonizzare subito l'insuccesso: la FIDAL è in questo campo è CAMPIONE DEL MONDO !

La cosa che più fa ridere è che nessuno pensa che si può incappare nell'errore… prima o poi è inevitabile…e allora non sarebbe il caso che si ri-cominci ad andare più sui campi ad allenare e vedere l'errore come un'opportunità per migliorare il proprio apprendimento…non credete?

Se ci fosse consapevolezza che l'errore può generare valore costruttivo, si potrebbe creare una cascata di soluzioni per il nostro miglioramento-apprendimento, tale da apportare quelle giuste correzioni alle strategie adottate nella costruzione dei nostri atleti/e…non credete?

L'analisi dell'errore potrebbe far scaturire qualche discussione “tecnica” costruttiva e coerente…cosa che comunque qualche “illuso o saggio” ha tentato di fare nel nostro ambiente, ma i genialoidi dei cosiddetti manager-dirigenti che ci governano hanno pensato bene di segare sempre tutto e tutti alla radice…attenzione però cari manager…per adesso, a quanto appare all'opinione pubblica, le uniche piante segate sono solo quelle dei vostri vari orticelli…perché altrimenti non si spiegherebbe come… dal 2005, i 90 ragazzi/e del progetto talento, in soli 5 anni si siano ridotti a 14…o la matematica è solo un'opinione?

La gestione dell'insuccesso ci porta a valutare, con occhi nuovi, la situazione che si è venuta a creare e con un po' di fantasia e creatività si dovrebbero sviluppare nuove strategie… il reclutamento e i mini impianti hanno prodotto attualmente solo mini-atleti mai diventati adulti e mini-strategie…il riproporre la solita minestra non credo sia la strategia giusta…non credete?

Se un'azienda, un'organizzazione o in questo caso una Federazione non è in grado …mai, mai, mai, e poi mai…di trasformare un errore in un momento di autoanalisi e di crescita collettiva: come può pensare di gettare le basi per futuri successi?

Cari Amici dell'Atletica se da tempo non proviamo più il brivido della benché minima scoperta, l'emozione per un piccolo cambiamento, e che ancor più, non abbiamo colto l'opportunità che, invece avevamo a portata di mano… ma dove vogliamo andare?

Se da una parte domina l'incertezza che nel nostro mondo non si può trovare un sbocco per il futuro…come potremmo pensare di aiutare a soddisfare quel bisogno di sicurezza che le giovani generazioni cercano così tanto disperatamente?

Vieni a fare Atletica e non farai panchina… ti faremo lavorare duro per preparare i tuoi prossimi errori … ma non provare a capire dove sbaglierai perchè… potresti ritrovarti nuovamente in panchina !!!

R.L.