04 giugno 2010

 

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News giugno 2010

 

 

STOP AGLI SPONSOR PUBBLICI

 

Mercoledì 03 giugno 2010…la Gazzetta dello Sport riporta in grassetto i nuovi divieti del governo: niente più sponsorizzazioni da parte degli enti pubblici!!!

Senza entrare nel tormentone politico che forse è meglio tagliare questo o quello, ricordo però che la FIDAL organizzò nell'anno 2000 a Roma un convegno sul futuro “economico sportivo mondiale”…relatore uno dei più quotati economisti della Sorbona di Parigi (tralascio le citazioni per dar modo di ri-leggere gli atti di quel periodo!)…il quale nel suo intervento caldeggiava, ai dirigenti, il cominciare a pensare a sponsor privati con progetti mirati perché prima o dopo le casse statali di tutto il mondo sarebbero state svuotate.

Cari Amici dell'Atletica, la Fidal come idee è sempre arrivata prima…però non ha mai applicato quello che sapeva…e ora che scelte ci rimangono?

Dopo anni di lotte, le nostre cosiddette “stranezze” si sono tutte avverate, e se ora stanno tagliando fondi agli atleti d'élite non voglio immaginare cosa faranno per tutti gli altri. Quanti sono in tutto gli atleti d'élite?

Nella speranza che qualche lungimirante dirigente si faccia promotore di un tavolo per far dialogare pubblico e privato, vorrei sottolineare l'importanza in periodo di crisi più della mancanza di cultura sportiva che di soldi…un vecchio adagio diceva che fare il contadino nel periodo delle vacche grasse è facile, bisogna saperlo fare però anche in periodi di vacche magre!...ecco a che serve la cultura sportiva!

La formazione dovrebbe coinvolgere in tempi di crisi non solo e sempre gli allenatori, perché se l'atleta non ha motivazioni ed il dirigente non si attiva per dare una logistica adeguata all'allenamento moderno…il tutto scade in una diatriba da bar sport, e con nessuna ricaduta in termini di risultati sportivi, sociali, e perché no economici o d'immagine per l'azienda che ha aiutato la crescita di un gruppo di giovani.

Attenzione però, cari Amici dell'Atletica, per trovare sponsor privati occorre un'altra mentalità e soprattutto “trasparenza”…cioè occorrono non solo progetti seri, ma un'organizzazione che poi mette il tutto in pratica con un modus operandi facilmente controllabile da tutti i suoi attori: atleta-coach-dirigente-sponsor…per chi non avesse ancora capito, quando uno degli attori sopra citati si defila dalle sue responsabilità, il risultato non può essere che negativo.

Scrivere sui siti è facile, andare sui campi è già più difficile…passare la vita sui campi d'atletica è quasi impossibile…come recitava un vecchio adagio “tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare!”…cosa fare per il nostro futuro sportivo?

Interpretare e gestire la realtà nel complesso mondo sportivo del prossimo futuro sarà un'impresa non facile, ma se le nostre possibilità saranno limitate solamente dalle nostre intenzioni (come asseriscono i motivatori moderni!):

•  Come sarà il risveglio dal sonno?

•  Potremo ancora sognare?

•  Cosa avranno in comune i sogni con la realtà?

La neurofisiologia ci ha insegnato da molti anni che occorre mettere al centro la psiche e non il soma…ma a quanto pare siamo ancora molto lontani da poter ipotizzare un futuro più consapevole per le esigenze del Homo sapiens sportivo.

Mentre scrivo mi trovo al CPO di FORMIA…sono arrivati nuovi macchinari… mentre per tutto il mese di maggio ho sentito in giro per i vari campi di gara solo piagnistei da parte dei dirigenti!!!...forse insieme alla cultura sportiva a FORMIA si può trovare qualche dirigente che fa…oltre che parlare e piangere!!!

Ridurre i fondi allo sport significa trascurare i nostri giovani ed in un paese dove l'estetica conta più della matematica, le conseguenze saranno disastrose.

Cari Amici dell'Atletica: vogliamo restare a guardare o sarà il caso di rimboccarsi le maniche… perché se con lo sponsor pubblico era importante solo apparire, per lo sponsor privato conta il fare…ma se pensiamo che quello che facciamo è per i nostri giovani, non dovrebbe essere così doloroso cambiare strategia.

R.L.